Saint-Paul-de-Vence

La prima volta che sono stato a Saint Paul de Vence sulla piazza in terra battuta ombreggiata dai platani c’erano come sempre dei giocatori di petanque. Ma uno di loro aveva l’aria familiare: era Yves Montand, il cantante di origini italiane che visse i suoi giorni più felici nel villaggio, dove si sposò con Simone Signoret.

vedi Saint Paul de Vence

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#3PODCAST DiMaggio

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James Joyce

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#2 PODCAST DiMaggio

Grotte della Gurfa e Re Minosse
Emily in Paris
Power Walking consigliato
Parcheggiare in retromarcia
L’anno della Tigre come andrà?

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#1 PODCAST DiMaggio

Sentiero L’Infinito, 5 Terre
50 anni dalla vittoria della Lancia Fulvia HF al Monte Carlo
La statue più alte nel Mondo
Lapponia svedese, tra slitte trainate da husky e renne

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Un cuore di roccia per voi

Stavo pensando di fare un salto in Corsica a salutare un amico, Aldo Campani, che è a Porticcio, una località turistica nella baia d’Ajaccio con poco di più di 3.000 abitanti d’inverno che d’estate diventano quasi 50.000.
Clanques de Piana3
Aldo mi dice che la Corsica é bellissima con dei  paesaggi incredibili e panorami mozzafiato, quando la giri in macchina ti trovi un attimo davanti ad una spiaggia enorme di sabbia bianca con un mare con un ‘acqua cristallina da far invidia ai Caraibi e un attimo dopo sei in montagna, in mezzo ad un bosco di lecci.
Clanques de Piana
Vicino a Porticcio si trovano les Îles Sanguinaires con un mare magnifico tutt’intorno, che si riempie di barche d’estate. A una 70ina di km da Porticcio verso nord, si trovano le famose “Calanques de Piana” dove c’é una roccia che l’erosione naturale ha modellato con un buco a forma di cuore!
E ad una certa ora della sera, prima del tramonto i raggi del sole si infilano nel cuore creando degli effetti bellissimi sulla roccia davanti…instagrammabilissimo!!! Infatti su Instagram lo trovate con #calanquesdepiana una guglia di roccia con in mezzo un buco a forma di cuore!!!
Clanques de Piana2

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Il Sentiero del Cinghiale

Sono andato a camminare sul Sentiero del Cinghiale, la rete di piste per mountain bike creato da alcuni appassionati di down hill. Anche senza pedali si posso vedere bei posti in Canavese.

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Bajkal zen

un ciottolo sulla superficie ghiacciata

un ciottolo sulla superficie ghiacciata

Durante un incontro ufficiale al municipio di Monaco, mi sono messo a parlare con un assessore che era appena tornato da quella zona della Siberia meridionale e mi raccontava di una natura selvaggia e incontaminata, di temperature polari ma che si sopportavano benissimo. Fa talmente freddo che si verifica un fenomeno molto raro, noto come “Bajkal Zen”, che capita quando i sassi caduti sulla superficie congelata del lago vengono innalzati sopra sottili basamenti di ghiaccio.

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Un fenomeno anche artistico, che ricorda le pietre accatastate nei giardini zen giapponesi! Avete visto che foto pazzesche? Un effetto che si verifica grazie all’azione combinata del sole e del vento secco della steppa: la pietra congelata sul ghiaccio cattura il calore della luce solare e scioglie la superficie sottostante; quindi i venti agiscono come scalpelli e limano il ghiaccio fino a ridurlo ad una gamba sottile su cui è appoggiato il ciottolo!

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Lo chiamano Bajkal Zen è uno degli effetti più sorprendenti che si verificano sul lago russo. Poi ci sono le colonne di bollicine d’ossigeno che rimangono imprigionate nel ghiaccio trasparente, perché l’acqua del lago Bajkal è così trasparente e senza impurità che camminando sullo strato ghiacciato per decine di centimetri si vede tutto il fondale e le alghe. L’assessore era proprio entusiasta! Il Bajkal è uno dei laghi più grandi e profondi del pianeta: è profondo 1.642 metri e contiene il 20% di tutte le acque dolci del mondo. Ed è uno dei laghi più antichi della Terra. Ecco un posto che mi piacerebbe visitare! Si trova in Siberia, tra Irkutsk e la Repubblica di Buriazia.

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UNESCO protegge i mari

Palau -  Tubbataha - photo credit Tet Lara

Palau – Tubbataha – photo credit Tet Lara

Rimarrà in esposizione sino all’11 marzo la mostra inaugurata al Museo Oceanografico, non NEL museo ma all’aperto, perchè questa è la tendenza: si appendono i pannelli con le immagini stampate ad alta definizione alle recinzioni dei parchi. Così all’aperto la gente può ammirare senza problemi di orari e senza fare assembramenti. Sulle cancellate dei Giardini Saint Martin, alla Rocca, sono stati affissi una ventina di pannelli con le foto provenienti da siti marini protetti dall’Unesco dove il Principato di Monaco sta dando una mano nella ricerca e nello studio.

Meduse - Photo credit Magali Boussion

Meduse – Photo credit Magali Boussion

Inutile dire che sono foto sottomarine spettacolari anche perchè ogni immagine è una storia a se. La mostra è stata presentata ufficialmente alla presenza del principe Alberto II di Monaco che negli anni scorsi era andato a visitare le missioni scientifiche del Museo Oceanografico, per esempio a Palau, nell’oceano pacifico. Palau è un arcipelago molto isolato dove i coralli ancora se la cavano sono un po’ sotto stress per l’innalzamento della temperatura delle acque, mi spiegava Didier Zoccola, che è un ricercatore del Museo. In una delle foto si vede lui che tagga un corallo.

Didier Zoccola

Didier Zoccola

Mi ha spiegato di come avviene il lavoro di ricerca e catalogazione e quanto l’acidificazione degli oceani abbia causato danni! Ormai ci siamo giocati il 30% dei coralli a livello mondiale e se si continuerà così entro la fine del secolo con un innalzamento di 2 gradi della temperatura dell’acqua ci sarà l’estinzione totale dei coralli su questo pianeta! Per questo vanno studiati i vari tipi di corallo, e va creata una specie di arca di Noè dove conservarli in vita, per poi ripopolare i mari in caso di estinzione.

Sylvain Peroumal

Sylvain Peroumal

Di fianco a lui c’era una fotografa subacquea dell’oceanografico, Magalie Boussion, anche lei segue le missioni scientifiche e scatta delle immagini bellissime. E poi c’era Sylvain Peroumal, un mio amico cameraman, che è stato in missione nelle Filippine, nel parco naturale della barriera corallina di Tubbataha. Posti magnifici mi diceva, e quando sono arrivati in barca sentivano urlare dalle palafitte che ospitano il centro scientifico. E poi hanno capito che stavano guardando alla TV un incontro di thai boxe e i ranger del parco facevano il tifo.

ricercatori e crew delle missioni scientifiche

ricercatori e crew delle missioni scientifiche

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Canada, la destinazione più sicura

Il Canada è risultato la destinazione più sicura secondo un recente sondaggio condotto da una compagnia di assicurazione di viaggio. il Canada oltre a gestire la pandemia meglio di molti altri Paesi, si è classificato come il posto più sicuro al mondo in tutte e tre le fasce d’età: millennial, viaggiatori di mezza età e anziani.

Sucrerie-de-la-montagne

Io sono stato più volte in Canada, soprattutto in Quebec, a Montreal, dove ho dei parenti. Ho viaggiato anche fino a Toronto e oltre, sù verso Rice Lake. Ma quello che mi è piaciuto di più è stata l’esperienza dello sciroppo d’acero! Da Quebec Ville sono sceso a Montreal e proseguendo a sud ovest sono arrivato in una vecchia sucrerie. Le chiamano così le fattorie dove si prepara lo sciroppo d’acero.

sucrerie-de-la-montagne-canada-sciroppo-dacero

Sono posti in mezzo ai boschi dove si ricava la linfa degli aceri attraverso incisioni nel tronco. Poi si fa bollire e si raffina il prodotto fino a farlo diventare vero sciroppo, che è un prodotto costoso se è autentico. Quello che troviamo noi nei supermercati è sciroppo caramellato ricavato dal mais, ha quasi lo stesso sapore ma non è la stessa cosa.

sucrerie-de-la-montagne2

Il Canada è responsabile per l’80% della produzione mondiale, e solo in Quebec ci sono più di 7000 produttori, tra cui la Sucrerie de la Montagne che si può visitare, un po’ come una cantina di produttori di vino, che ha anche una parte destinata all’ospitalità, e un ristorante.

Sugar Shacks in Quebec, Sucrerie de la Montagne

Lì sulle colline a un’ora di auto da Monreal, si alloggiava in mezzo ai boschi in casette fatte di tronchi di legno incastrati, proprio come al tempo dei trappers, col caminetto acceso. Una bellissima esperienza anche a tavola, con delle zuppe e il pane fatto in casa, e polpette di carne d’alce. E poi lo sciroppo d’acero diluito, da bere come bevanda calda. Ero lì durante il Foliage ai primi di novembre e i boschi dove ci sono gli aceri sono fantastici, coloratissimi, in quel periodo in Canada!

Pierre Faucher, his chef and daughter in law, Stefane Faucher, his son.

Pierre Faucher, his chef and daughter in law, Stefane Faucher, his son.

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Lençois maranhenses

il lencois maranhenses

il lencois maranhenses

Magico è quello che si vede dall’aereo sorvolando le coste brasiliane dello stato del Maranhà, dove la sabbia portata dai venti ha ricoperto la vegetazione costiera creando un fenomeno pazzesco. E sono stati proprio i piloti di linea, sorvolando la costa nei primi anni 60, che lo hanno battezzato col nome di Lenzuolo. Un lenzuolo di sabbia che si stende per 300 km lungo l’oceano Atlantico, e per 70 km all’interno, in alcuni punti… come una spiaggia sconfinata fatta di dune alte, e di laghetti di acqua piovana che poi evaporano.

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Ma alcuni sono laghetti talmente grandi che resistono alla stagione calda e addirittura hanno pesci e rane al loro interno. Io ho visto una piccola parte del Lençois Maranhenses che è diventata un parco nazionale, un’area protetta per la sua biodiversità. Sono arrivato a Barreirinha e da lì ci sono escursioni organizzate con jeep per arrivare ai bordi del Lençois.

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Poi si può andare liberamente a cercare il laghetto dove fare il bagno, ci si può rotolare giù dalle dune di sabbia alte anche 50 metri e passare una giornata a camminare come nel deserto! Ma con oasi dietro ogni duna. E’ una sensazione stranissima avventurarsi nel Lençois. Ed è un’esplosione di colori, perché il cielo è sempre terso, di un bel azzurro oceanico, la sabbia è gialla, i laghetti hanno l’acqua trasparente, e i cespugli e gli arbusti sono di un verde smeraldo. Uno spettacolo per gli occhi.

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L’appuntamento per tutti è al tramonto, sulla duna di ingresso: ci sono i ranger che contano le persone, per non dimenticare qualcuno. Ci si trova tutti sulla duna, dove c’è l’asta della bandiera e si aspetta che il disco del sole cali all’orizzonte. E poi con le jeep si ritorna verso Barreirinha e il suo mercato. Ai guadi dove bisogna aspettare il proprio turno per salire sulla chiatta che traghetta i mezzi, ci sono piccoli bar improvvisati per una caipirinha o per mangiare una frittella di tapioca.

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Io ero curioso di vedere come la facevano: in un padellino, con un po’ di latte di cocco e la farina che si solidifica e diventa una frittatina bianca, gommosa e con i bordi bruciacchiati ed è buonissima! La Tapioca è fecola ricavata dalla radice della Manioca e poi trattata e raffinata, perché la manioca è amara e anche tossica. Comunque vi auguro una bella giornata nel Lençois, appena si potrà di nuovo viaggiare in Brasile!

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